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Aspetti della società - 1 - Imparo L'Italiano




Un paese che cambia
L'Italia ha un'eredità religiosa unica, presente in tutti gli aspetti della cultura italiana. Inoltre, è sede del Vaticano e centro mondiale del cattolicesimo. Oggi però l'influenza della Chiesa sull'opinione delle persone e sulle loro scelte è molto diminuita.
In passato il parroco aveva una funzione molto importante, soprattutto nelle piccole comunità. A lui si confidavano i problemi familiari o sociali e lui, con la sua autorità, consigliava e aiutava tutti. Oggi il sacerdote ha perso questo ruolo importante nella società.
Questo declino è cominciato negli anni Settanta. Nel 1974 il divorzio è diventato legge dello Stato, e nel 1981 è stato legalizzato l'aborto. Oggi l'83 per cento della popolazione italiana è di religione cattolica, ma meno della metà va a messa la domenica e soltanto il 36 per cento è praticante. I neonati che vengono battezzati sono circa il 95 per cento, ma crescendo i giovani si allontanano dalla Chiesa.
La Chiesa continua a essere presente nell'educazione, con le scuole religiose, e nelle associazioni caritatevoli.

Aiutare gli altri
In Italia esistono numerose associazioni di volontariato. Sono soprattutto i giovani che operano come volontari nei campi più diversi. La loro attività di aiuto e di assistenza si rivolge agli ammalati, agli anziani, ai tossicodipendenti e agli immigrati.
In Italia ci sono più di quattro milioni di immigrati extracomunitari, che provengono da paesi al di fuori dell'Unione europea, soprattutto dall'Africa del Nord e dall'Europa orientale. La presenza dei volontari accanto a chi ha problemi, anche se non può sostituirsi all'intervento dello Stato, è molto importante.

A Milano un gruppo di volontari ha creato Telefono Mondo per dare informazioni agli immigrati su come fare per mettersi in regola con il permesso di soggiorno.

Esercizio:
"Oltre ad aiutare con il permesso di soggiorno, in quali altri casi Telefono Mondo dà una mano agli extracomunitari?"

"Le persone di Telefono Mondo parlano soltanto l'italiano?"

Problemi dei giovani
In nessuno dei tre settori dell'economia italiana, l'agricoltura, l'industria e le attività terziarie, c'è oggi grande espansione. Per questo ci sono ben tre milioni di disoccupati, per la maggior parte giovani. In media un giovane su tre è senza lavoro. Nel Sud il livello di disoccupazione giovanile è ancora più alto.
Essere senza lavoro spesso causa una sensazione di inutilità, di sfiducia nel futuro: è difficile dare un senso alla propria vita. Forse è da ricercare anche in questo il motivo dell'aumento del consumo di droga da parte dei giovani, anche se la tossicodipendenza è comunque un problema molto complesso.

«Non riesco a trovare un lavoro. Posti di lavoro ce ne sono, ma si tratta di lavori manuali o lavori altamente specializzati. Ho pensato di iscrivermi a un corso di laurea breve, scegliendo economia bancaria o commercio internazionale.»

Esercizio di riflessione
Secondo te, quali possono essere le soluzioni per facilitare l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro?
  • A Incoraggiare le persone ad andare in pensione prima.
  • B Dividere lo stesso posto di lavoro.
  • C Fare lo stagista (senza salario) presso un'azienda per ottenere esperienza.
Criminalità organizzata
La mafia è un'organizzazione criminale di origini antiche. Era già presente in Sicilia nella seconda metà del 1800. Il nome mafia in siciliano significa baldanza o coraggio. In Calabria la mafia si chiama 'ndrangheta, mentre in Campania si chiama camorra.
Lo Stato non è mai riuscito a reprimere queste associazioni criminali, che si sono arricchite sempre di più e sono diventate molto potenti. Oggi la mafia è presente non soltanto in tutta l'Italia, ma anche all'estero. Le sue attività sono: il commercio di armi e droga, l'usura (il prestito di denaro a interessi altissimi), le estorsioni di denaro ai danni dei commercianti.
Alcuni politici e funzionari dello Stato sono stati accusati di essere complici della mafia. Ci sono però anche magistrati, poliziotti e carabinieri che sono stati uccisi per aver fatto il loro dovere.

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