
Una terra preistorica
Il Lazio ha come capoluogo Roma, la capitale d’Italia. È l’antico Latium, la terra in cui sin dall’epoca preistorica si è stabilito il popolo dei Latini. Nel nord del Lazio vivevano gli Etruschi.A Rieti, a nord-est di Roma, si trova una lapide che indica il centro geografico dell’Italia. I Romani chiamavano Rieti Umbilicus Italiae (l’ombelico d’Italia), perché era un importante centro di comunicazioni.
Oggi dei circa cinque milioni di laziali (persone che vivono nel Lazio), il 20 per cento lavora nell’industria e il 75 per cento nei servizi. Soltanto il 5 per cento dei laziali si dedica all’agricoltura e all’allevamento di ovini e bufali.
La zona più fertile è la Ciociaria, nel sud del Lazio, dove vengono coltivati grano e ortaggi. Quest’area prende il nome dalle ciocie, le calzature un tempo portate dai contadini della zona.
Un piatto tipico della cucina romana sono i saltimbocca alla romana. Sono delle fettine di vitello ricoperte da prosciutto che si fanno cuocere con burro, vino bianco e salvia.
Il Vaticano
Con una superficie di 0,44 chilometri quadrati e una popolazione di mille abitanti, per la maggior parte religiosi, il Vaticano è lo Stato più piccolo del mondo. È la sede del Papa, capo spirituale di tutti i cattolici, che nel mondo sono più di un miliardo.Lo Stato del Vaticano, che sorge al centro di Roma, è nato nel 1929, in seguito alla firma dei Patti Lateranensi tra lo Stato fascista e la Chiesa cattolica.
Il Vaticano ha un suo giornale, l'Osservatore Romano, e una stazione radio, Radio Vaticana. Emette anche francobolli e monete.
Esiste un corpo speciale a guardia dello Stato del Vaticano: le Guardie Svizzere. Il corpo viene istituito da Papa Giulio II nel Cinquecento. Le Guardie Svizzere si riconoscono facilmente per l'uniforme tradizionale a strisce gialle, rosse e blu.
I Musei Vaticani sono ricchi di opere d’arte e comprendono anche la Cappella Sistina, con la volta dipinta da Michelangelo Buonarroti.
L'edificio più importante dello Stato del Vaticano è la Basilica di San Pietro. Qui ogni domenica il Papa tiene un discorso seguito dai fedeli che si riuniscono in piazza. Questo discorso viene trasmesso dalle televisioni di tutto il mondo.
Abruzzo
L’Abruzzo è una regione che si estende in gran parte sull’Appennino. Vive principalmente di turismo e di agricoltura. Molti abitanti sono impiegati nella pubblica amministrazione. Più di un quarto degli abruzzesi lavora nell’industria elettronica, tessile, dell’abbigliamento, della ceramica e del vetro.La produttività agricola è molto elevata. Le principali coltivazioni sono l’uva da tavola, le patate, la liquirizia e lo zafferano.
L’Aquila, il capoluogo dell’Abruzzo, si trova ai piedi del Gran Sasso (metri 2.912), il monte più alto degli Appennini.
Sull’Appennino c’è il Parco Nazionale d’Abruzzo, uno dei più grandi d’Italia. Nel parco vivono il lupo e l’orso, scomparso nel resto d’Italia, il camoscio e l’aquila reale.
Esercizio
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Il giovane Molise
Situata fra l’Appennino e il Mare Adriatico, la regione del Molise, che ha come capoluogo Campobasso, è la più giovane regione italiana. Infatti, è stata costituita nel 1963 per desiderio d’indipendenza. Insieme alla Valle d’Aosta, è la regione più piccola e più montuosa.Il Molise è una delle regioni meno sviluppate d’Italia, con un reddito pro capite molto inferiore alla media nazionale. Il 20 per cento dei molisani si dedica all’agricoltura che consiste prevalentemente nell’allevamento degli ovini e nella coltivazione del grano, delle fave e dei girasoli (per la produzione di olio). Il 26 per cento della popolazione lavora nell’industria meccanica, tessile e alimentare.
Sulla costa e in alcune località dell’Appennino sono stati creati centri turistici. Il Matese è un gruppo montuoso dell’Appennino, con pendici alte, ma non troppo ripide, molto adatte per campi da sci. Qui si sono sviluppati diversi centri turistici invernali. Uno di questi centri è Campitello Matese.
CERCEPICCOLA - I Mesi
La rappresentazione dei “Mesi”, probabilmente originaria della Campania, viene introdotta a Cercepiccola alla fine XVIII secolo.
Generalmente si svolge l’ultima domenica di Carnevale (per il momento una volta ogni otto anni) e si tratta di una drammatizzazione popolare. Fra i 32 personaggi ci sono un direttore d’orchestra e otto orchestrali, un padre, un nonno, quattro uomini che rappresentano le stagioni e dodici uomini, i mesi. Recitano vestiti nelle fogge più varie in groppa ad asini e cavalli.
La recita inizia verso le dieci e continua fino al tramonto; non viene interrotta neanche per il pranzo. Gli spettatori offrono agli attori bevande e frittelle.