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L'Italia unita - 1 - Imparo L'Italiano



Il Risorgimento

Si chiama Risorgimento il processo storico che porta l’Italia alla sua unificazione e all’indipendenza dagli stranieri che precedentemente la occupavano. Il Risorgimento inizia nel 1820 a Torino, Milano, Napoli e Palermo, con le prime insurrezioni di patrioti contro gli oppressori, ma queste insurrezioni, non collegate fra di loro, non hanno buon esito. Prosegue con le tre guerre d’indipendenza, combattute dal Piemonte contro gli Austriaci.
I protagonisti del Risorgimento sono Camillo Cavour, Giuseppe Mazzini (Genova 1805-Pisa 1872) e Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807-Caprera 1882). Camillo Cavour (Torino 1810-1861) è un grandissimo diplomatico e, come presidente del consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, impone il problema dell’indipendenza italiana all’attenzione dei più importanti Stati europei. Con un sistema di alleanze concordate da Cavour e l’azione militare di Garibaldi nel Sud d’Italia, si realizza l’unificazione di tutta l’Italia sotto la guida dei re di Savoia.
Il 17 marzo 1861 si inaugura a Torino il primo Parlamento nazionale e si proclama l’unità d’Italia. Re d’Italia è nominato Vittorio Emanuele II di Savoia. All’unità del paese manca ancora Roma, che verrà conquistata nel 1870.

La notte del 5 maggio 1860 Garibaldi parte da Genova Quarto per la Sicilia con mille volontari, chiamati Camicie Rosse, dal colore della camicia. La spedizione dei Mille sbarca nel porto siciliano di Marsala e risale la penisola, liberando tutti i territori fino a Napoli. A Teano, in Campania, il 26 settembre 1860 Garibaldi incontra il re Vittorio Emanuele II di Savoia e gli consegna tutte le terre conquistate.


L'inno Fratelli d'Italia è stato scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847. Ha avuto una storia molto tormentata e solo il 15 dicembre 2017 c'è stata la sua ufficializzazione come inno nazionale italiano.
il Corpo dei Bersaglieri è stato istituito nel 1836 dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia.
Il cappello piumato, formato da penne nere di cappone, è un simbolo molto sentito della loro tradizione.

La prima guerra mondiale

Nella prima guerra mondiale (1914-18) l'Italia, dopo un periodo in cui si mantiene neutrale, entra in guerra a fianco della Francia e della Gran Bretagna contro la Germania. È l'entrata in guerra degli Stati Uniti, a sostegno di Italia, Francia e Gran Bretagna, che determina la sconfitta della Germania.
L'esercito italiano batte quello austriaco a Vittorio Veneto, esce vittorioso dalla guerra e ottiene i seguenti territori con il trattato di Versailles: il Trentino, l'Alto Adige, la Venezia Giulia e Trieste.
La prima guerra mondiale causa una situazione economica drammatica, che costringe la popolazione italiana a una vita durissima. In questo clima trova spazio un partito che fa leva sulle paure di molti Italiani. È il partito fascista, che si vuole rivoluzionario ma in realtà difende gli interessi dei conservatori. Il suo capo si chiama Benito Mussolini.
Benito Mussolini (Predappio, Forlì 1883 - Giulino di Mezzegra 1945) fonda nel 1919 a Milano il Partito Fascista. Nel 1922 conquista il potere con un atto di forza, noto come la Marcia su Roma. A questa marcia prendono parte squadre d'azione fasciste, chiamate camicie nere per il colore delle loro camicie.
La seconda guerra mondiale

Nel 1939 la Germania invade la Polonia: è l'inizio della seconda guerra mondiale. L'anno dopo, l'Italia entra in guerra a fianco della Germania e contro l'Inghilterra e la Francia.
  Nel 1943, mentre la guerra continua, in Italia il fascismo cade; il nuovo governo firma un armistizio con gli Americani e gli Inglesi e dichiara guerra ai Tedeschi.
  L'Italia si trova divisa in due: a nord la Repubblica di Salò (fascista e appoggiata dai Tedeschi), a sud gli eserciti anglo-americani sbarcati ad Anzio.
  Il 25 aprile 1945 l'Italia viene liberata e Mussolini viene giustiziato.
  Nel 1946 un referendum obbliga gli Italiani a scegliere tra monarchia e repubblica: 12.700.000 cittadini scelgono la repubblica, mentre 10.600.000 votano per la monarchia. Il re Umberto di Savoia va in esilio in Portogallo.
Il generale nazista Albert Kesselring, dal 1943 al 1945 capo delle forze di occupazione tedesche in Italia, condannato a morte per crimini di guerra, nel 1952 era stato graziato. Al suo ritorno a casa, dichiarò che gli italiani avrebbero dovuto dedicargli un monumento... Piero Calamandrei, padre costituente della Repubblica, gli ha risposto in questa LAPIDE AD IGNOMINIA



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