
Dalle origini ai giorni nostri, dall'Impero romano, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, all'Unità d'Italia...
I Greci e gli Etruschi
In epoca preistorica la penisola era abitata da popolazioni di varia provenienza che vivevano di caccia e di pesca.Nei secoli IX e VIII avanti Cristo, nel sud della penisola e nell’attuale Sicilia, i Greci fondano le colonie della Magna Grecia.
I Greci introducono la loro tradizione politica, l’uso della moneta e le tecniche di navigazione. Fanno conoscere anche il loro artigianato. Costruiscono splendidi edifici per uso civile e religioso. A Paestum, in Campania, ad Agrigento, Segesta e Selinunte, in Sicilia, ci sono templi costruiti dai Greci. Grandi città come Napoli e Reggio Calabria sono di origine greca.
Non si sa con precisione da dove provengono gli Etruschi né quando vengono a stabilirsi al centro della penisola, anche se il loro arrivo avviene probabilmente intorno al 900 avanti Cristo. Vivono di commercio, d’agricoltura e d’artigianato. Città come Bologna e Rimini, in Emilia-Romagna, sono di origine etrusca.
Gli Etruschi credono nell’esistenza di una vita dopo la morte e pongono nelle tombe oggetti della vita quotidiana come vasi e gioielli.
Roma tra storia e leggenda
Secondo la tradizione, Roma viene fondata nel 753 avanti Cristo. All'inizio è un villaggio abitato da pastori e contadini, ma, a poco a poco, la sua importanza economica aumenta.Per convincere gli abitanti dei villaggi vicini ad accettare l'autorità di Roma, viene creata una leggenda sulle origini della città. Questa leggenda narra che i fondatori di Roma sono stati i gemelli Romolo e Remo, abbandonati in fasce e allevati da una lupa. I gemelli, sempre secondo la leggenda, discendono dall'eroe troiano Enea e sono figli del dio Marte e di Rea Silvia. Ancora oggi la lupa con i gemelli è il simbolo della città di Roma.
Per due secoli, fino al 510 avanti Cristo, Roma è governata dai re. Secondo la tradizione sono sette: Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.
Si proclama la repubblica!
Nel 510 avanti Cristo il popolo scaccia il re Tarquinio il Superbo e proclama la repubblica. La proclamazione della repubblica porta alla formazione di una società più democratica, nella quale cresce l'importanza della plebe, cioè del popolo.I plebei formano il grosso dell'esercito romano, vittorioso in tutte le campagne militari, prima contro le popolazioni del Lazio, poi contro le popolazioni dell'intera penisola.
L'esercito romano ha un'organizzazione perfetta. È formato da soldati a piedi, i fanti, e da soldati a cavallo, i cavalieri. I successi militari consentono ai plebei di avere più diritti e di partecipare al governo della repubblica.
Fra il 264 e il 62 avanti Cristo Roma conquista tutti i paesi mediterranei. Sconfigge per tre volte Cartagine, città rivale e grande potenza marittima, situata sulla costa settentrionale dell'Africa.
L'impero e la sua fine
Il periodo repubblicano finisce nel 45 avanti Cristo, quando il condottiero e uomo politico Caio Giulio Cesare (100-44 a.C.) viene nominato console a vita, con il titolo di imperator e con poteri assoluti.Nel 44 avanti Cristo, dopo avere conquistato la Gallia (l’attuale Francia) e introdotto molte riforme sociali, Cesare viene assassinato. Gli succede il figlio adottivo Ottaviano Augusto, che si fa nominare imperatore e governa per 45 anni. Augusto diffonde la lingua latina e i costumi di Roma in tutti i territori conquistati. Durante il suo regno, in Palestina, che è parte dell’impero romano, si sviluppa il cristianesimo, una nuova religione che si diffonde anche a Roma. I suoi seguaci sono perseguitati dagli imperatori.
Nell’anno 117 dopo Cristo, sotto l’imperatore Traiano, l’impero romano raggiunge il massimo dell’espansione. Ad est l’impero include i territori dell’attuale Grecia, Turchia, Siria e Irak; ad ovest si estende fino alle attuali Gran Bretagna, Francia e Spagna. A sud i Romani conquistano la costa dell’Africa settentrionale e l’Egitto e a nord occupano territori fino al Danubio. L’impero romano mantiene per due secoli un livello di civiltà e di sviluppo economico straordinario.
I Romani sono grandi ingegneri e costruiscono strade, ponti, acquedotti e città in tutto l’impero. L’impero romano decade verso la fine del 300 dopo Cristo per la difficoltà di difendere e amministrare un territorio così vasto.
